Sviluppi del mestiere più antico del mondo

Echi di cronaca
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Se son rose fioriranno... Mandami tante rose... Linguaggio, è il caso di dirlo fiorito, per gentili signorine, tutte in regola con le tasse universitarie. Se non son rose, per le studentesse pazienza. Vanno bene anche le ricariche di cellulari. Please, paga gestore Tim, Tre, Wind, Vodafone e «ti farò divertire». Con la web cam, per esempio. Già, proprio così. Chi allude e fa l’occhiolino per uno «spettacolino maialino» è una studentessa di 22 anni di Perugia molto «bisognosa» e un po’ «porcellina»; è una frequentatrice del corso di cinema a Torino «colta, spigliata, trasgressiva»; o è un’accompagnatrice universitaria «carina, intraprendente». Che siano iscritte a medicina o a legge o a scienze della comunicazione, sempre di lavoratrici «precarie» si tratta.
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Un’inedita figura si aggiunge così alla generazione 1.000 euro, quella delle/degli studenti sex workers «flessibili» e a tempo determinato. Il fenomeno è nuovissimo. E quasi del tutto inesplorato. A raccontarci gli inediti risvolti del boom degli iscritti a semiotica, linguistica e matematica che, per arrotondare il risicato ménage, si danno al commercio erotico, è la ricerca del saggista e giornalista Alessandro Calderoni che ci propone gli ultimi sviluppi del «Mestiere più antico del mondo» (Bur saggi).
I messaggi arrivano in gran parte sui siti gratuiti più gettonati: sul milanese Kijiji.it che appartiene allo sconfinato universo eBay e sul torinese Bakeca.it che, nato in sordina, è diventato un gigante della comunicazione. La parola d’ordine è sempre la stessa: se con la paghetta di papà e mamma non ce la fai, integra con il mercato del sesso. Matricole birichine e indigenti, disinibite fuori corso desiderose di comprarsi una borsetta Prada: l’anno scorso hanno inserito circa 800 nuovi messaggi amorosi on line al giorno mentre i giovanotti ne hanno emessi circa 400 al giorno proponendosi come gigolò.
Tutto nasce nelle severe aule accademiche non solo italiane: il giornale d’Ateneo di Cambridge racconta storie di lussuria a pagamento per fascinose allieve che sotto la dicitura «escorts», accompagnatrici di lusso, racimolano fino a 300 sterline a prestazione; una ricerca della Kingston University di Londra vede i sex workers triplicati negli ultimi anni. Da Berlino a Seattle all’università di Oslo è tutto un fiorire di iscritti rei confessi: «Ho fatto sesso a pagamento».
In Italia gli ultimi dati della Presidenza del Consiglio fotografano però solo le belle di giorno di professione, 70 mila, metà delle quali straniere (9 milioni di clienti e un giro d’affari di circa 90 milioni di euro al mese). E trascurano il fervido mondo dei pornouniversitari. «Ciao, non sono la solita studentessa improbabile, sono vera e genuina, italiana molto bella...»; «sono una ragazza di 22 anni, taglia 42, quarta di reggiseno... le tasse universitarie sono elevate, gli affitti aumentano»: in un anno, ecco 250 mila annunci da parte di lei per lui (impossibile conteggiare esattamente quelli degli studenti-amatori part time e quelli degli arruolati non occasionali nella prostituzione) e 100 mila offerte da parte di lui per lui. Ma ci sono anche quelli in cerca della studentessa del cuore, 350 nuove inserzioni al giorno e 95 mila all’anno su Bakeca («cerco rapporto solo virtuale su msn messenger con studentessa non dal vivo. Se interessata contattami su msn e ne parliamo», recita una calorosa offerta).
Quanto si spende, dunque, per il sesso che prolifera tra l’on line e le pieghe dei curricula accademici? Le «rose» nel linguaggio convenzionale sono gli euro e uno streap tease di 30 minuti gustato tramite web cam può costarne 5. Ma con un mazzo dieci volte quelli che D’Annunzio inviava a Eleonora Duse si può trascorrere un weekend di passione (2 mila euro e anche qualche cosina in più). Qual è la città più ardente dello stivale? A Milano viene emesso il maggior numero di perturbanti sollecitazioni virtuali; mentre la città che si dà meno da fare dal punto di vista tecnoerotico è proprio l’antica sede universitaria di Urbino.
Le giovani che si offrono sul web affermano tutte di essere italiane ma c’è anche qualcuna che bara, è una studentessa che viene dall’Est e sbaglia qualche parola in italiano. Anche le allieve nostrane si concedono qualche strafalcione pur scrivendo sms e in chat («sono in kam quindi nn kiedete incontri»).
Dopo la laurea e il bacio accademico, alla fine che succede? Per i sex workers del doman non v’è certezza: un’indagine condotta dal Dipartimento di epidemiologia dell’Imperial College di Londra che ha seguito per 15 anni la vita di 130 prostitute riporta che il 37 per cento ha ottenuto il bramato titolo di studio. Ma il 59 per cento, però, non ha smesso di prostituirsi.
L’invasione delle girls e dei gigolò universitari non manca comunque di ben altre conseguenze. Influisce negativamente, per esempio, sul mercato del porno. Oggi con l’arrivo dei ragazzi e delle ragazze acculturate che debordano sul web e inflazionano il mercato, una top star intasca 5 mila euro per una pellicola. Moana, la mitica, prendeva invece ben 150 milioni a film. E non era nemmeno laureata.
[Fonte: La Stampa - 11 settembre 2008]

Durante il mio ultimo viaggio in treno ho assistito ad una discussione tra 5 "non più giovani" (3 uomini e 2 donne): persone istruite che facevano un ragionamento sui cambiamenti della società e sulla perdita di molti valori... Ovviamente ero d'accordo con loro, anche se mi sembravano un po' troppo ottimisti: se leggessero questo articolo l'ottimismo svanirebbe... :perplesso3:
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Il sesso a pagamento è sempre un argomento popolare e la stampa straniera non si lascia sfuggire l’occasione di parlarne: il disegno di legge sulla prostituzione è una delle notizie dall’Italia oggi più presente sui siti esteri d’informazione.
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:freccia2: Il Times di Londra sceglie di fare il titolo sulle critiche che l’iniziativa ha scatenato contro il ministro delle Pari Opportunità: «L’ex showgirl Mara Carfagna sotto tiro per legge anti-prostituzione». La corrispondenza di Richard Owen comincia con l’attacco sferrato dalla rappresentante delle prostitute contro il ministro Carfagna «per avere condannato le donne che vendono il proprio corpo». L’articolo del Times riferisce che il ministro ha spiegato di volere combattere le organizzazioni criminali che fanno profitti «osceni» riducendo le donne in schiavitù. Ma è la frase che censura chi vende il proprio corpo a suscitare polemica: Owen riporta la reazione «piuttosto stupita» di Carla Corso, fondatrice del comitato dei diritti delle prostitute: «Dopotutto – ha affermato la Corso - la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie».
Ai lettori britannici il Times ricorda che il ministro Carfagna (di cui c’è una foto) ha gareggiato per Miss Italia, è stata una modella topless e una showgirl della tv. Inoltre, ricorda la vicenda delle intercettazioni delle telefonate tra la Carfagna e Silvio Berlusconi, definite «erotiche» dai media italiani. Quanto al disegno di legge, cita gli apprezzamenti di alcune organizzazioni cattoliche, ma anche il giudizio della Caritas, secondo cui non farebbe che spingere la prostituzione all’interno nelle case. La legge – scrive Il Times – fa parte del giro di vite del governo Berlusconi contro il crimine e l’immigrazione illegale e arriva nel cinquantesimo anniversario dell’abolizione dei bordelli in Italia. «E’ la prima iniziativa importante di Ms Carfagna come ministro», conclude l’articolo - «Da quando ha assunto l’incarico ha parlato contro le unioni di persone dello stesso sesso, l’aborto e le aggressioni e ha detto che la sua priorità è di aumentare il tasso delle nascite dell’Italia, tra i più bassi d’Europa».
:freccia2: Del tutto diverso – e decisamente positivo - il tono del Daily Mail, che pubblica una foto del ministro Carfagna mentre fa il gesto della vittoria. «L’Italia colpisce la prostituzione con leggi dure per ripulire le strade e punire i magnaccia». Il governo Berlusconi – scrive il tabloid britannico - «apre un nuovo fronte nella sua battaglia contro il crimine». Dopo avere spiegato l’iniziativa il Daily Mail cita le lodi di un’organizzazione cattolica per il «coraggio» del ministro Carfagna. «La sua nomina aveva suscitato ilarità a causa del suo passato di showgirl», commenta l’articolo. «Ma la trentaduenne laureata in legge si è guadagnata elogi per le nuove leggi per proteggere le donne da abusi sessuali e aggressori».
:freccia2: Il Telegraph avverte nel titolo che la nuova legge punirà «prostitute, magnaccia e clienti», parla di norme «dure» e ricorda che il governo Berlusconi ha promesso «tolleranza zero» contro il crimine. Nell’articolo viene data voce anche alle critiche di Pia Covre, del comitato dei diritti delle prostitute, secondo cui la legge «punisce solo le lavoratrici del sesso, non i trafficanti di donne», il governo non fa che «spingere il problema nel sommerso», imprigionare le prostitute e i loro clienti aggraverà il sovraffollamento delle carceri.
:freccia2: Fa molta strada un lancio dell’agenzia Ap, «Il governo italiano potrebbe far diventare la prostituzione di strada un crimine». La notizia parte spiegando che con questa misura il governo si propone di smantellare i racket della prostituzione. «Attualmente in Italia la prostituzione è legale, ma lo sfruttamento della prostituzione è proibito». La storia è su numerosi siti esteri, tra cui quelli del francese Nouvel Observateur e degli americani UsaToday, Washington Post, International Herald Tribune, San Francisco Chronicle, Chicago Herald Tribune.
[Fonte: IlSole24Ore]

Considerato il clamore suscitato dalla notizia, mi è sembrato il caso di postarla. Ovviamente, "continua...". :occhi4:
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Gli sviluppi del mestiere più antico del mondo sono molto vari, come avete letto già nel primo post, ma le sorprese non finiscono mai: c'è chi offre prestazioni sessuali in cambio di qualcosa (denaro, ricariche per cellulari, ecc.) e... chi chiede prestazioni sessuali e in cambio dà qualcosa (riparazioni in casa). :occhi:

Sergio di 60 anni ha pubblicato un annuncio su un famoso sito di Torino: si rivolge a tutte le donne dai 18 ai 60 anni in cerca di un riparatore totalmente gratis: dichiara di essere un vero artigiano disposto ad offrire alle donne la sua esperienza (in tutti i sensi) in cambio di piacevole relax. Nell'annuncio si descrive come un tipo sano, pulito, discreto, non invasivo e in più un esperto linguista... :azz2: Aggiunge di non essere bello, ma simpatico e ha messo la sua fotografia.
Non importa se le donne non si sentono belle o desiderate, da lui avranno passione, dolcezza e, se ci mettono la voglia, assicura di farle felici con un orgasmo indimenticabile. Per rassicurare le donne (di qualunque età tra i 18 e 60 anni) scrive che lui non è un lupo cattivo, ma solamente uno che non ha inibizioni sessuali e ama godere la vita e se può cerca anche di farla godere.
Riguardo alle prestazioni ogni giorno va bene (anche la domenica) e la contrattazione avviene sul posto: basta chiamare il numero di cellulare scritto nell'annuncio e dire che si sta chiamando per riparare la rosa che si è rotta e in questo modo l'uomo capisce che si sta prendendo appuntamento per una prestazione gratis. Altro non aggiungerà al telefono, perché vicino a lui potrebbe esserci la moglie. :shock6:
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:risata2: incredibile...però sincero...ma la moglie tanto se ne accorge lo steso del lavoro che fa o che vorrebbe fare...
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Ce ne sono tanti di uomini (anche tra le mie conoscenze) che sembra che lavorino 24 ore al giorno, invece spesso tradiscono le mogli/compagne e queste non se ne accorgono, anzi li scusano.
Se "Sergio" fa l'artigiano e si occupa da sempre di queste cose, la moglie non troverà strano che l'uomo lavori anche di domenica. :boh: Più che altro mi chiedo quante donne disperate accetteranno l'offerta... :ko: