«Il telefonino è un’arma micidiale e come tale va trattata. Una foto particolare scattata oggi e inviata a un’amica, amico o fidanzato, anche il più fidato, un domani può rivelarsi un pericoloso boomerang e rimanere per sempre su internet. Per questo andiamo nelle scuole a dire ai ragazzi di non fare foto o filmati di quel genere». Così Salvatore Calabrese, responsabile della Polizia Postale di Modena, spiega quello che anche a Modena sta diventando un pericoloso fenomeno.
La divulgazione su internet di foto o videofilmati con ragazze in pose o atteggiamenti che lasciano ben poco all’immaginazione sta diventando qualcosa che sempre più spesso riguarda i giovanissimi. Dalle foto stile hard core a spogliarelli in piena regola, la rete web propone di tutto. In alcuni casi c’è chi lo fa di propria volontà, spinto da una forma esibizionismo e si presta a questa comparsa sulla “piazza virtuale” di internet, ma nella stragrande maggioranza dei casi la diffusione delle immagini hard in rete è il frutto di scherzi, o ripicche di ex-fidanzati o ex-mariti gelosi o traditi.
«Vicende di questo genere sono molto più frequenti di quanto si pensi - prosegue Salvatore Calabrese - Hanno iniziato a diffondersi con l’avvento delle web cam, poi la diffusione dei telefonini cellulari dotati di macchina fotografica ad ottima risoluzione, con tanto di possibilità di fare dei filmini, ha fatto il resto».
Le vittime sono soprattutto donne che si vedono ritorcere contro immagini o filmati nati per scherzo o per una sorta di “prova d’amore”, che doveva rimanere ad uso esclusivo della coppia. Ma quella «prova d’amore» finisce con il diventare un incubo, una persecuzione o delle molestie vere e proprie che approdano poi nelle aule dei tribunali.
E’ quanto accaduto anche a Chiara Fantoni, fresca di elezione al concorso Miss Modena. E’ bastato che la sua foto facesse la comparsa sui giornali, che subito il tam tam cittadino soprattutto tra i ragazzi (molti suoi ex-compagni di scuola) abituati a navigare su internet è andato a rispolverare alcuni videofilmati ed una serie di foto che ben poco lasciano all’immaginazione. Si tratta di immagini realizzate almeno 5-6 anni fa, quando lei era minorenne. A metterli in rete proprio l’ex-fidanzato, come forma di ritorsione dopo la fine della relazione. La vicenda, che risale a 3 anni fa, è finita in Procura con una denuncia dei genitori e l’apertura di una inchiesta che vede indagati proprio l’ex-ragazzo e due suoi amici. Ora il tutto è riaffiorato e per la ragazza è ritornato l’inferno. «Purtroppo quelle immagini non si possono cancellare - prosegue Calabrese - Una volta in rete ci rimangono per sempre, grazie al peer to peer, ovvero la condivisione dei file. Unica possibilità di azzerare la situazione, sarebbe per assurdo, quella di prendere ad uno ad uno i singoli computer e cancellarne le immagini. Ma considerando che la divulgazone è mondiale... Capisce bene che non ci sono speranze».
La casistica in questo campo è la più variegata e cambia mese dopo mese, a seconda della fantasia di questi personaggi. «Nella maggior parte dei casi si tratta di donne che vedono finire in rete immagini concesse alle persone di cui si fidavano, solitamente i propri fidanzati o mariti. Poi l’amore finisce in malo modo e quello è il risultato. Ci sono poi quei ragazzi che, per motivo di vanto sulle proprie conquiste, mostrano o riversano sui telefonini o computer degli amici queste immagini e gli amici, privi di vincoli e quindi senza alcuna remora nei confronti delle malcapitate, le divulgano in rete. Ultimo caso, tra quelli sin qui emersi, quello che vede associare i numeri di telefono di ragazze inconsapevoli a immagini o filmati di altre donne. Il risultato è facile da immaginare: queste ragazze sono tempestate di telefonate da parte di uomini che chiedono contatti, appuntamenti, eccetera».
Ed è proprio per questo che la polizia postale ha iniziato a tenere lezioni nelle scuole superiori, medie ed elementari, per mettere in guardia i giovani e i bambini. «Oltre a spiegare a ragazzi e genitori quelle che sono le caratteristiche della polizia postale, spieghiamo la rete internet, i modi per proteggersi, e concentriamo questi incontri soprattutto sull’utilizzo del telefonino e la condivisione di foto e filmati. Invitiamo i ragazzi a non fare mai, e poi mai, foto particolari di quel genere. Spieghiamo che quelle immagini una volta in rete non si cancellano più. Che chi oggi può sembrare l’uomo della loro vita, un domani può mostrare un altro volto. Guardi, forse dirò un’esagerazione, ma visto la pericolosità di uno strumento come il videotelefonino, credo non sarebbe una cattiva idea ipotizzare una legge che ne vieti l’utilizzo ai minorenni».
[Fonte: L'Espresso -18 luglio 2008]
Vendetta? Stupidità? Immaturità? Ignoranza?

