E così il mio "candidato ideale"

è fuori dai giochi. Più o meno. E' tardi per ritirare la candidatura, ma nella remota possibilità che venga eletto rinuncerà a favore del suo secondo.
La vicenda mi lascia perplessa per questioni che nulla c'entrano con la politica: appena ho saputo la notizia ho pensato "cose all'italiana", perché solo in Italia ci si può inventare il curriculum e fare carriera senza che nessuno ne controlli l'autenticità. Anche nel mio ambito di lavoro, si va avanti ad autocertificazioni: solo coloro che sono iscritti ad un Ordine subiscono un certo controllo, gli altri... potrebbero anche non avere laurea, master e dottorato, ma far carriera dichiarando di averlo.
Tornando alle elezioni 2013, sono sempre più disgustata e indecisa. La mia voglia di cambiamento è tanta, ma non trovo elementi innovativi nei programmi dei candidati, Grillo a parte. Però il programma di Grillo è tanto "rivoluzionario" quanto inattuabile: votarlo significherebbe dimostrare la propria insoddisfazione... e tornare a votare tra qualche mese.
