Che tristezza! E' sempre così quando finisco di leggere un libro, soprattutto se mi appassiona. Dopo 2 settimane in cui Dan Brown mi ha dato la
buonanotte, stanotte non mi addormenterò con le immagini di Washington nella mente, né pensando a
misteri, scienza e Sacre Scritture: stanotte mi mancavano 15 pagine da leggere, che ho lasciato per oggi; poco fa mi sono messa a leggere... riprendendo da 30 pagine dalla fine. Non volevo proprio finire di leggere
Il Simbolo perduto...
Avete già letto i miei commenti in questo topic, mano mano che la lettura procedeva, e alcune citazioni le trovate
qui.
Non voglio aggiungere molto altro perché non ho intenzione di rovinare la lettura a chi non ha ancora letto il libro; attualmente la classifica dei libri di Dan Brown che ho letto finora vede
Il Simbolo perduto spodestare
Il Codice Da Vinci:
- Angeli e Demoni
- Il Simbolo perduto
- Il Codice Da Vinci
- La Verità del ghiaccio
Quando leggerò Crypto il quadro sarà completo, ma credo che si tratterà solo di stabilire se merita il quarto o il quinto posto.
Fino a circa 150 pagine dalla fine
Il Simbolo perduto era ancora terzo; poi ero molto indecisa, ma le ultime 50 pagine sono state decisive per le mia scelta. Niente più corse, come ne
Il Codice Da Vinci:
l'ultima parte è lasciata alle riflessioni dello scettico Langdon; fino alla fine mette in dubbio ogni cosa non spiegabile razionalmente (mi ricorda un po' qualcuno
), ma... Ho scritto già troppo.
Aggiungo che anche in questo libro
non mancano i colpi di scena: stavolta Dan Brown "me l'ha fatta"! Di solito intuisco abbastanza in anticipo come stanno davvero le cose; ne
Il Codice Da Vinci ci ho messo un po' più del solito, ma stavolta è andata peggio: mi era tutto chiaro quando già un personaggio del libro aveva scoperto tutto (ho intuito dalla sua reazione).
Però
un codice l'ho decifrato ben prima di Langdon: essere ignoranti in fatto di simboli ha i suoi vantaggi, perché più cose si sanno più si tende a cercare soluzioni complicate... anche quando le risposte sono evidenti (basta leggere

).
Riporto alcune
citazioni che secondo me
riassumono le oltre 600 pagine del libro:
leggetele solo dopo aver letto il libro, se no questo perderà gran parte del suo fascino...

[...] gli antichi resterebbero disgustati se vedessero come i loro insegnamenti sono stati distorti... come la religione si è trasformata in una specie di casello autostradale per il paradiso... come gli eserciti marciano in battaglia convinti che Dio sostenga la loro causa. Abbiamo perso la Parola e tuttavia il suo autentico significato è ancora a portata di mano, davanti ai nostri occhi. E' in tutti i testi sopravvissuti nel tempo, dalla Bibbia alla Bhagavad Gita, al Corano e via dicendo. E tutti questi testi vengono venerati sull'altare della massoneria perché i massoni capiscono ciò che il mondo sembra aver dimenticato... e cioè che ognuno di quei libri, a modo suo, sta suggerendo esattamente lo stesso messaggio.

"Le scienze noetiche possono forse essere considerate nuove, ma in realtà sono le più vecchie del mondo: sono lo studio del pensiero umano. [...] E stiamo scoprendo che gli antichi comprendevano il pensiero molto più profondamente di quanto lo comprendiamo noi oggi."
"Ha senso. [...] La mente umana era l'unica tecnologia che gli antichi avevano a disposizione. I filosofi non smettevano mai di studiarla.

Gli antichi conoscevano già molte delle verità scientifiche che oggi stiamo riscoprendo. Nel giro di pochi anni, l'uomo moderno sarà costretto ad accettare ciò che ora è impensabile: la mente può generare un'energia che è in grado di
trasformare la materia. [...] Le particelle reagiscono ai nostri pensieri... questo significa che i nostri pensieri hanno il potere di modificare il mondo.

Mentre il sole si alzava su Washington, Langdon rivolse lo sguardo al cielo, dove le ultime stelle andavano sbiadendo. Rifletté sulla scienza, sulla fede e sull'uomo. Rifletté su come tutte le culture, i tutti i paesi del mondo e in tutte le epoche, avessero sempre avuto un punto in comune. Tutti abbiamo avuto il Creatore. Abbiamo usato nomi diversi, effigi diverse e preghiere diverse, ma Dio è sempre stato la costante universale per l'uomo. E' il simbolo che tutti noi abbiamo condiviso... il simbolo di tutti i misteri della vita che non potevamo capire. Gi antichi lo pregavano come simbolo del nostro potenziale umano, ma nel tempo quell'antico simbolo è andato perduto. Fino a quel momento.
Fu allora che, sulla sommità del Campidoglio, con il calore del sole che scendeva ad avvolgerlo, Robert Langdon sentì gonfiarsi dentro di sé, nel profondo, una sensazione potente. Era una sensazione che in tutta la sua vita non aveva mai provato in modo così intenso.
Speranza.
La fine del libro mi fa pensare a
[b]Barack Obama[/b].
Ho letto il libro senza guardare immagini della città di Washington e senza cercare le mappe sul WEB:
ho fatto affidamento alla mia memoria dato che la maggior parte dei monumenti nominati sono famosi e li conosco, almeno all'esterno. Per il resto mi sono affidata alle dettagliate descrizioni di Dan Brown.
Ora, che le parole del libro sono ancora impresse nella mia mente, sto curiosando in rete:
http://maps.google.it/maps?q=washington
La prossima volta che leggerò il libro (state certi che lo farò

) userò il WEB per rendermi bene conto delle ricerche di Dan Brown: 5 anni per scrivere un libro che si svolge in 10 intense ore, più alcune altre ore prima e dopo gli eventi "concitati". Ci metterò moltissimo a leggere, ma mi piace, alla seconda lettura, lasciare un po' da parte la fantasia e capire che cosa di vero c'è nel libro. Ho fatto così anche per
Il Codice da Vinci e
Angeli e Demoni.

A pagina 586 della versione da 604 pagine (costo 24 euro) c'è un errore, immagino di traduzione: nonostante fossero le 2.00 passate, stanotte me ne sono accorta.
Langdon formulò la sua richiesta... con decisione.
Solomon annuì sapendo che Peter aveva ragione.
Peter Salomon in realtà sapeva che Langdon aveva ragione.