Profili nutrizionali e Unione europea

I cibi che "nuociono alla salute"

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I profili nutrizionali possono essere definiti come degli indicatori di prodotti che, per le loro caratteristiche, sono considerati poco salubri. Sulle confezioni dei cibi oltre alla composizione sono elencate le calorie ingerite per quantità di prodotto: lo scopo di tali indicazioni, prescritte dal Regolamento dell'Ue in vigore, è di mettere il consumatore al riparo da produzioni "oggettivamente" dannose per la sua salute e fuori legge e di informarlo sulle conseguenze "soggettive" (come il rischio di sovrappeso) dell'ingestione di quelle "di legge", non nocive. La prospettiva aperta dall'introduzione dei profili nutrizionali è che potrebbe tradursi in una sorta di intrusione nei gusti personali del consumatore che finirebbe anche col danneggiare l'industria alimentare. Non è infatti da escludere l'interdizione, per direttiva comunitaria, della pubblicizzazione se non addirittura della commercializzazione di certi prodotti.
Il 25-27 aprile del 2006 a Maiorca un seminario del Nutritional Characterisation of Foods: Science-based Approach to Nutrient Profile, promosso dall'International Life Science Institute, fissava l'agenda per lo sviluppo di profili nutrizionali da parte dell'Unione europea, che, a sua volta, dava vita a un programma, il Functional Food Science in Europe, per l'identificazione delle interazioni fra cibo e funzionalità fisiche.
In sede di discussione per l' approvazione del Regolamento, i profili nutrizionali erano stati dapprima bocciati ma, successivamente, reintrodotti (nell' art. 4), per le insistenze dei funzionari della Commissione e del Consiglio, alle quali il Parlamento ha ceduto.

:freccia2: Approfondimenti

L'articolo da cui ho tratto le notizie riportate sui profili nutrizionali è datato dicembre 2009; dopo il sì del Parlamento Ue all'introduzione dei profili nutrizionali, Francesco Paolo Fulci, vicepresidente del gruppo Ferrero, ha rilasciato delle dichiarazioni in parte fraintese dai giornalisti e poco fa chiarite. Secondo TG e giornali online Francesco Paolo Fulci aveva affermato che la Nutella rischia di non venire più pubblicizzata e, forse, addirittura commercializzata. :shock6:
Poco fa Fulci ha detto: "Il mio pensiero è stato in parte frainteso. Volevo solo richiamare l'attenzione sui rischi di un approccio che nel tempo potrebbe portare a condizionare persino le abitudini e gli aspetti più intimi della sfera privata, come i piaceri più sani e genuini che ci tramandiamo da generazioni. Non è mai stato messo in discussione il nostro prodotto, da sempre sulle tavole di tutti". Immagine