Nuova veste per il Tg1

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marika
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Il 10 Giugno è prevista la trasformazione del tg1:
NUOVA SIGLA, NUOVO STUDIO, NUOVA VESTE GRAFICA E SITO INTERNET COMPLETAMENTE RINNOVATO. CONTO ALLA ROVESCIA PER LE NOVITA' DEL VOSTRO TG.
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Nuova veste ma...Contenuti uguali? :perplesso7: Tanto sarà sicuramente così, quindi che si rinnovano a fare? :bastard:
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Rob
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Quanti rinnovamenti... Minzolini che si prodiga a svecchiare i conduttori, lo studio, la grafica, il sito... :risata:

A proposito di sigle, qui c'è una raccolta dal 1954 al 2008. La prima che mi ricordo è quella a 0:58.
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Ecco il "nuovo" Tg1, prima edizione ieri 10 giugno 2010 ore 20:
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Non male la sigla con la visione reale della Terra rotante costellata di schermi che si ferma sull'Italia, trovo inoltre semplice ed elegante il nuovo logo squadrato e "granitico". Peccato per quello che c'è dopo. :occhi4:


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Augusto Minzolini, ad un anno dal suo insediamento come direttore del Tg1, parla della nuova veste del telegiornale e ci fornisce il suo quadro della situazione in Italia. Ho voglia di sgranchirmi un po' le dita quindi vi posto la trascrizione integrale dell'editoriale.
Augusto Minzolini ha scritto:Buonasera. Da un anno dirigo il Tg1, in Italia il tg con la T maiuscola. Oggi il Tg1 ha cambiato sigla, studio e come avete visto avrà un sito internet che farà arrivare nelle vostre case un fiume di notizie. Un Tg1 che si modernizza ma che al tempo stesso è geloso della sua immagine tradizionale di testata trasparente ed imparziale. Un tg che mai come ora si è posto il compito di accorciare la distanza che spesso divide la realtà virtuale raccontata da una parte dei media e quella che vivono tutti i giorni i cittadini. E' il motivo per cui ho scelto di inserire nella nuova sigla al posto del mondo virtale, glaciale, che ci ha accompagnato negli ultimi tre anni, l'immagine reale della Terra in tutta la sua bellezza. Appunto, il Tg1 vuole essere una finestra sul Mondo per permettere a voi telespettatori di guardarlo per quello che è, con i suoi difetti ma anche con le sue qualità, al netto di patine ideologiche o visioni di parte. Questo vale anche per il nostro Paese, un'Italia che sta attraversando un momento difficile e ci chiede sacrifici, un'Italia che ha sicuramente bisogno di grandi riforme e di un profondo processo di modernizzazione. Ma questa Italia, da molti bistrattata, è lo stesso Paese che sta dimostrando di reggere come, se non meglio, di altri, l'impatto con la crisi. Le cifre parlano da sole: l'ultimo dato sul PIL fornito da Eurostat ci mette in cima alla classifica europea. Sul piano dell'occupazione, fra i grandi Paesi, fa meglio di noi solo la Germania e, notizia di oggi, il dato sulla produzione industriale è il migliore dal 2000. Certo, la crisi è drammatica, ma stiamo meglio dell'Inghilterra, della tanto lodata Spagna e distanti anni luce dai rischi di bancarotta della Grecia. Insomma, fra tanti limiti c'è anche un'Italia che funziona. Questa realtà a volte sui giornali è sottostimata e magari, se la racconti accanto alla dovuta denuncia delle disfunzioni edilizie italiane, qualche catastrofista di professione ti accusa di essere servire verso questo o quel potere. In realtà è la manifestazione di un pizzico di orgoglio nazionale che manca a troppi nel nostro Paese.
Al di là delle argomentazioni fantasiose sulla presunta trasparenza ed imparzialità del suo TG (sarà un caso che mentre parla ci sono i numeri del Lotto in sovraimpressione oppure avranno un qualche legame con quelli che sta dando lui??), mi chiedo se ci sia bisogno di sorbirsi il solito pistolotto sulla crisi, sulll'Italia, sugli altri, sui sacrifici da fare anche da Minzolini, quando i politici, quelli veri, ci riempiono la testa dalla mattina alla sera con simili discorsi.
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Ieri sera non ho seguito il TG1, ma l'edizione delle 20.30 del TG2. La situazione dell'informazione in Italia è stata presentata in ben altro modo: il TG2 si è chiuso con la lettura di un Comunicato Stampa del sindacato dei giornalisti in cui si condannava la "Legge bavaglio".
FNSI ha scritto:Da venerdì 11 giugno in edicola giornali listati a lutto, manifestazioni davanti alle sedi istituzionali e una giornata di silenzio il 9 luglio. Queste le iniziative che la Federazione Nazionale della Stampa metterà in campo ''per significare con immeditatezza l'allarme grave che si pone non per questo o quel cittadino di destra di sinistra, ma per il corretto svolgersi del circuito democratico'' dopo il sì del Senato alla legge sulle intercettazioni. ''Abbiamo chiesto a editori e direttori - ha annunciato il segretario della FNSI, Franco Siddi, in piazza Navova dove durante la votazione al Senato si è tenuto un presidio contro la ''legge-bavaglio'' - di predisporre un impianto comune per la prima pagina in cui si segnali il corpo mortale inferto alla libertà. Se gli editori non ci staranno pubblicheremo noi a pagamento un necrologio perché sia chiaro l'allarme''. Siddi invita l'Italia ''a svegliarsi'' e ''bloccare questa legge prima che diventi definitiva'' perché ''espropria i cittadini di un bene inalienabile, il diritto a sapere''. ''Faremo manifestazioni dappertutto - ha aggiunto - non siamo ancora in grado di fare uno sciopero generale perché la legge sui servizi pubblici impone tempi e procedure''. Da oggi, comunque, i giornalisti sono invitati a ''manifestazioni più intense''. ''Sapevamo che siamo solo all'inizio di una battaglia per la libertà molto dura'', ha aggiunto Siddi che vede la necessità di ''impedire che si torni al regime del '25''. Per questo ''è molto importante la partecipazione del mondo dell'impresa e dell'editoria accanto a giornalisti e cittadini perché questa non è una battaglia tra destra e sinistra ma è una contrapposizione cercata per dividere l'Italia''.
:freccia2: Approfondimenti

Ho cercato qualche notizia in rete e ho trovato un articolo su Liberainformazione che inizia così:
Liberainformazione ha scritto:L'Italia, uno dei sei storici Paesi Fondatori delle comunità europee, è un esempio, un modello da imitare per i paesi che aspirano ad entrare nell'Unione Europea. E' un modello in vari campi, ma non per quanto riguarda la libertà di informazione. In questo campo l'Italia è la pecora nera, è da tempo un sorvegliato speciale, e non solo a causa di quello che sinteticamente viene chiamato "il caso Berlusconi", ma anche a causa dell'elevato numero di giornalisti minacciati. Se ne è avuta l'ennesima riprova lo scorso gennaio, quando il Consiglio d'Europa ha esaminato il Rapporto McIntosh, nel quale oltre a ricordare il conflitto d'interessi del premier e la concentrazione della proprietà dei media televisivi in poche mani, si afferma che in Italia c'è un numero elevato di giornalisti minacciati.
Alla luce di questo, ho qualche dubbio sul fatto che
Minzolini ha scritto:il Tg1 vuole essere una finestra sul Mondo per permettere a voi telespettatori di guardarlo per quello che è, con i suoi difetti ma anche con le sue qualità, al netto di patine ideologiche o visioni di parte.
Vedremo e sentiremo... :penso:
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