Novità sulla simmetria H3G entro il 2012: l'Antitrust italiana espone il problema di H3G nel mercato delle telecomunicazioni italiano (banda di rete non a 900 Mhz, copertura inferiore, diversa distribuzione tra traffico entrante ed uscente).
L’INDIVIDUAZIONE DELLE CONDIZIONI DI CONCORRENZIALITÀ SUI MERCATI
In merito alla conferma dei quattro operatori di rete come detentori di significativo potere di mercato nell’offerta di servizi di terminazione delle chiamate sulle rispettive reti, l'Autorità condivide la scelta operata nello schema di provvedimento, in cui si sottolineano le differenti caratteristiche che contraddistinguono ciascun operatore, quali la disomogeneità nella dotazione
frequenziale sulla banda più pregiata (900 MHz), il diverso momento di ingresso sul mercato e la differente distribuzione del traffico entrante e uscente. In tal senso, pertanto, non si possono equiparare sotto un profilo regolamentare le reti di cui dispongono i primi operatori entrati sul mercato da quella del quarto gestore, che si trova ancora in una fase di realizzazione della propria rete e che non dispone di frequenze a 900 MHz.
L’Autorità condivide inoltre l’opportunità di introdurre dei vincoli al potere che ciascun operatore ha di fissare le tariffe di terminazione sulla propria rete. In questo senso, l’adozione di un meccanismo di riduzione programmata dei prezzi all’ingrosso che tenga conto dei guadagni di efficienza effettivamente realizzati dagli operatori appare uno strumento utile a trasferire tali
guadagni sulle condizioni di offerta agli utenti finali.
Tuttavia, con riguardo alla metodologia di costo sottostante la stima delle tariffe di terminazione, adottata nello schema di delibera, si osserva che questa Autorità ha già avuto modo di esprimere in passato la sua valutazione positiva sull’utilizzo di meccanismi di riduzione programmata dei prezzi nel tempo che tengano conto degli incrementi attesi di produttività. L’utilizzo della metodologia contabile di tipo Long Run Incremental Cost (LRIC), basandosi sui costi incrementali prospettici di lungo periodo di un operatore efficiente, rappresenta la fonte più corretta per definire prezzi massimi di terminazione imposti dalla regolamentazione.
Ciò posto, l’adozione di un modello di tipo “top down”, come quello definito dalla delibera 3/06/CONS – aggiornato con informazioni di tipo contabile e stime prospettiche su costi e volumi relative al periodo 2004-2011 – anziché di un modello a costi correnti, potrebbe non aver valorizzato abbastanza gli eventuali guadagni di efficienza ottenuti da ciascun operatore
nell’offerta dei servizi di terminazione, generando un percorso di riduzione delle tariffe meno significativo.
In quest’ottica l’Autorità, sulla scorta di quanto già previsto nello schema di delibera in merito all’opportunità di elaborare un modello ingegneristico-contabile di tipo “bottom up”, e in vista dell’imminente entrata in vigore della Raccomandazione della Commissione sui principi regolamentari relativi ai servizi di terminazione all’ingrosso sulle reti fisse e mobili, esprime l’auspicio che la realizzazione – quanto prima – di tale previsione fornisca un ulteriore contributo al percorso di riduzione delle tariffe di terminazione.
L’Autorità ritiene, infine, sostenibile l’attuale proposta di regolamentazione che prevede un percorso asimmetrico di riduzione delle tariffe in capo all’operatore H3G. Si rileva, tuttavia, che l’effetto della regolamentazione su tale operatore risulta notevolmente più incisivo rispetto a quello previsto dagli altri gestori, i quali, essendo entrati sul mercato da oltre dieci anni,
sembrerebbero aver già ammortizzato i costi delle proprie reti GSM e godere di una ben più ampia base clienti.
In conclusione, l’Autorità auspica che le osservazioni formulate possano essere utilmente tenute in considerazione nell’ambito dell’emanazione definitiva del provvedimento in oggetto.
IL PRESIDENTE
Antonio Catricalà
Bollettino (.pdf)