Contenuti diffamatori del TG1 di Augusto Minzolini

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All'interno della rubrica "Media" del TG1 di Augusto Minzolini andato in onda il 18 marzo 2011 nell'edizione delle 13.30 i giornalisti Francesca Oliva e Mario Prignano hanno affermato che il giornale "Fatto Quotidiano" manipola le notizie per favorire la carriera di Franco Bernabè, numero uno di Telecom Italia.
Il 19 marzo 2011 Telecom Italia ha diffuso il seguente Comunicato Stampa:

Telecom Italia informa di aver dato mandato ai propri legali di agire in tutte le sedi giudiziarie appropriate avverso la testata giornalistica TG1 per i contenuti diffamatori ed infondati del servizio andato in onda venerdì 18 marzo 2011, a firma Oliva e Prignano, a tutela della propria immagine, dei propri vertici e dipendenti.

Lo stesso giorno il Fatto Quotidiano ha replicato al servizio del TG1 con un articolo:
Tg1: “Il Fatto” al soldo di Telecom
Bernabè querela Minzolini


Secondo il Tg1 il nostro giornale manipola le notizie per favorire la carriera del numero uno della società telefonica. Il motivo? Per il 'Direttorissimo' le sei pagine di pubblicità nell’ultimo mese
Nell’edizione delle 13,30 di ieri il Tg1 di Augusto Minzolini si è occupato del Fatto Quotidiano. All’interno della rubrica “Media” i giornalisti Francesca Oliva e Mario Prignano hanno prodotto un originale servizio. Telecom ha dato mandato ai suoi legali di agire per diffamazione

Sintesi: il nostro giornale manipola le notizie per favorire la carriera del numero uno di Telecom Italia, Franco Bernabè. Tanta attenzione è contraccambiata da Telecom Italia con sei pagine di pubblicità nell’ultimo mese.

Il consiglio d’amministrazione dell’Editoriale Il Fatto spa ha già deciso di incaricare i propri legali di agire in giudizio contro Minzolini e chiedergli i danni per questa evidente diffamazione. E c’è da augurarsi che, eventualmente, il direttore del Tg1 non paghi con la carta di credito aziendale che sta dando in queste settimane molto lavoro alla magistratura e alla Corte dei Conti. E stessa cosa ha fatto anche anche Telecom Italia.

É il solito tentativo di far credere ai telespettatori che un giornale libero non possa esistere, che ci siano sempre degli interessi occulti da tutelare, dei padrini da omaggiare, dei favori da restituire. Così fan tutti.
Non attacca. Il nostro giornale ha chiuso il 2010 con un fatturato di 30 milioni e una raccolta pubblicitaria di 800 mila euro: meno di un decimo dell’utile. Questo giornale non dipende dalla pubblicità ma dal sostegno dei lettori. Non abbiamo bisogno di andare a promettere articoli compiacenti per ottenere boccate d’ossigeno dai potenti investitori pubblicitari. Ci sono parecchi giornali in Italia che vivono in questa triste condizione, ma per loro fortuna Minzolini finge di non saperlo.

E insinua che i contenuti di questo giornale sono messi all’asta. Come i lettori sanno, non scriviamo sotto dettatura. Semplicemente i due giornalisti di Minzolini hanno affermato ripetutamente il falso, per far credere che le cattive notizie sul loro direttore venissero da una fonte inattendibile. Ma basterebbe andarsi a rivedere l’articolo che abbiamo dedicato ieri a Telecom Italia per misurare quanto Bernabè ci abbia addomesticato (ma probabilmente al Tg1 non leggono, ricevono segnalazioni).

In realtà chi ha seguito la vicenda Telecom “con particolare attenzione” è proprio il Tg1. La partita si è decisa sabato scorso, e i lettori de Il Fatto ne hanno potuto leggere sull’edizione di sabato stesso e di domenica. Il Tg1 invece ha coperto la vicenda con quattro servizi in una settimana nell’edizione delle 20,30: l’8, il 9, il 10 e il 13 marzo. Non si era mai visto un tg generalista seguire così da vicino le nomine al vertice di una società privata. Se Il Fatto ha seguito la vicenda con attenzione, per Minzolini è stata una vera ossessione.

Addirittura comica la capriola con cui si inventa che, a 48 ore dalla pubblicazione della nostra inchiesta sulla vicenda di Telecom Argentina, Bernabè avrebbe “conquistato” la poltrona di presidente grazie alle notizie sull’indagine della magistratura. Fermo restando che di quella inchiesta il Tg1 non ha mai dato notizia, noi abbiamo raccontato un altro fatto: sabato mattina, quando è uscita la nostra inchiesta, gli azionisti di Telecom, a differenza di Minzolini, se ne sono occupati. I giornalisti Oliva e Prignano accreditano alla benevolenza de Il Fatto la promozione di Bernabè da amministratore delegato a presidente; il loro collega Monfredi, l’8 marzo, aveva anticipato il passaggio alla presidenza definendolo elegantemente “promozione in perfetto stile rimozione”. Si consultino.

Infine, abbiamo segnalato in prima pagina l’avviso di garanzia a Luca Luciani, proprio perché bloccava la sua corsa alla direzione generale. Si chiama notizia. E l’idea di metterla in prima pagina c’è venuta vedendo che il Tg1 delle 20,30 ci aveva fatto un servizio. La regola è che se il Tg1 non riesce a nascondere la disavventura giudiziaria di un amico dev’essere grossa per davvero.

da Il Fatto Quotidiano del 19 marzo 2011 (aggiornato da redazione web alle ore 19.40)
Il video del servizio del TG1 lo trovate sul sito della Rai (almeno per il momento), ma anche su YouTube; il pezzo "incriminato" va dal minuto 19.30 al minuto 20.45 dell'edizione integrale, ma di seguito potete sentire solo il minuto circa di interesse.
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